Una giornata linguistica colorata di tabarchino_di Rosella Capriata

Una giornata speciale e ricca di spunti quella trascorsa a Quartu presso la Sala dell’Affresco dell’Ex Convento dei Cappuccini, sabato 13 dicembre, nell’ambito di una straordinaria Officina delle lingue minoritarie.
L’evento ha avuto inizio venerdì pomeriggio con la sessione “La Sardegna: officina delle idee e delle lingue”. Maurizio Virdis e Paolo Pillonca hanno offerto contributi significativi su idee e lingue, sapientemente guidati rispettivamente da Patrizia Serra e Giovanni Runchina. Le letture a cura di Gaetano Marino, coordinate da Lucia Cossu, hanno rappresentato la chiusura perfetta.
La mattinata di sabato è stata dedicata al “Cantiere sulla scrittura in lingua minoritaria”. Lucia Cossu ha introdotto il caso editoriale di Gavino Balata, “Dallo stampato all’audiolibro”, letto da Elisabetta Dettori, seguito da numerosi e interessanti interventi.
Nel pomeriggio, l’“Officina Linguistica – Scrittura creativa e scrittori di confine negli idiomi non statali” ha sollevato il sipario su due lingue minoritarie: il tabarchino e il ladino.
Myriam Quaquero ha curato la presentazione del libro “Quattro storie in Tabarchino” (GIA, Giorgio Ariu editore Cagliari – febbraio 2025), dialogando con Andrea Luxoro, uno dei tre scrittori, e con la sottoscritta, curatrice dell’opera.
Il volumetto, illustrato da Carla Correddu, raccoglie quattro storie tratte da “Tutto il mondo è Paese” (GIA editore Giorgio Ariu, dicembre 2023), una raccolta di racconti senza tempo, ambientati nelle diverse realtà del nostro pianeta. Queste storie invitano a riflettere su un’umanità che, oggi più che mai, ha bisogno di riscoprire valori, abitudini e speranze condivise, pur nelle diversità culturali e linguistiche. Il lettore viaggia nel mondo guidato da personaggi particolari – insetti e animali – che narrano la propria storia nella lingua d’appartenenza, affiancata a fronte dalla versione in italiano. Un’attenzione specifica è stata riservata alle “lingue” della Sardegna: il libro madre include nove storie ambientate sull’isola (quattro in tabarchino, quattro in varianti sarde e una in algherese).
Le quattro storie in tabarchino selezionate sono tutte ambientate nell’Isola di San Pietro, che dal lontano 1738 ospita la colonia di ex-liguri migrati dall’isola di Tabarca, in Tunisia.
- La prima storia, “A Cicindela madre”, è quasi un omaggio all’associazione culturale saphyrina, in quanto dedicata alla Cicindela saphyrina campestris, il piccolo coleottero endemico dell’isola. L’autore, Andrea Luxoro, ha parlato di questa e della seconda storia, “Bertordiu re du campu”.
- Le storie “Scciümma Giànca” e “Greta Oto e l’uiza verde luntan”, rispettivamente di Orietta Granara e Lorenza Garbarino, esprimono e descrivono il profondo senso di vita e di appartenenza all’isola e alla cultura tabarchina, una caratteristica distintiva della comunità carlofortina.
La decisione di creare un volume a parte, più agile e versatile del libro principale, è legata al desiderio dell’associazione di disporre di uno strumento efficace per la diffusione della lingua tabarchina scritta. Sebbene la lingua originaria, portata dai primi coloni, sia ancora parlata diffusamente ad Au Paize (Carloforte) da grandi e piccini – e la si senta irruenta appena scesi dal traghetto, persino tra i bambini di origine cinese durante i giochi – l’associazione ritiene essenziale promuovere anche le abilità di scrittura e lettura. Tali competenze linguistiche sono fondamentali per una solida padronanza che permetterà ai carlofortini di tutelare al meglio la propria specificità linguistica e culturale.
La versione delle storie in tabarchino è stata curata specificamente dallo Sportello linguistico Tabarchino e dalla Assuciasiun Cultürole Tabarchiña.
Successivamente, Nicolò Mighelli e Mariantonietta Piga hanno continuato la rassegna, dialogando con gli autori Rut Bernardi e William Cisilino. L’evento si è concluso con la Tavola Rotonda “Europa multiculturale: letterature di minoranza a confronto”, che ha visto la partecipazione di Gavino Balata, Rut Bernardi, William Cisilino, Lorenza Garbarino, Andrea Luxoro, Antonio Pani, Mariantonietta Piga, Giovanni Runchina e Maurizio Virdis, con l’ottimo coordinamento di Lucia Cossu.
