Maggio 6, 2021

A Sassari ritorna il CALCIODONNE_di Fabio Salis

“Nel calcio femminile ho ritrovato i veri valori dello sport e ciò mi ha permesso di riconciliarmi con questa disciplina. Nel 2016 un gruppo di amici mi propose di far rinascere insieme a loro il club, dopo il fallimento dell’anno precedente, e accettai la sfida. Prendemmo le eredità della società, anche grazie all’allora sindaco di Sassari, Nicola Sanna. Era impossibile dire di no alla squadra che era stata fino a quel momento un simbolo per la Sardegna e che purtroppo era sparita per un anno dal palcoscenico”. Così il presidente della FC Sassari Torres Femminile, Andrea Budroni, ha raccontato ai nostri microfoni l’inizio della sua avventura alla guida del sodalizio sassarese.


“Dopo aver giocato a calcio e intrapreso la carriera di arbitro fino ai massimi livelli regionali fino al 2004, tra il 2013 e il 2015 entrai a far parte della dirigenza della S.E.F. Torres, ma arrivai al punto di disinnamorarmi del calcio a causa del caso calcioscommesse. Negli ultimi anni il calcio femminile mi sta restituendo tanto.”

Il club sassarese nasce nel 1980 e per quasi tutto il decennio ha militato nel campionato di Serie C: tra 1989 e 1990 arrivò il doppio salto di categoria, con l’approdo per la prima volta in A. Tra gli anni Novanta e Duemila, la Torres è stata in assoluto la squadra più vincente nel panorama italiano ed è tuttora quella più titolata. Nel suo palmarès ci sono sette scudetti (l’ultimo vinto nella stagione 2012-2013), otto Coppe Italia, sette Supercoppe italiane, due Italy Women’s Cup, oltre a numerose partecipazioni alla Uefa Champions League (la prima squadra in assoluto tra le italiane a partecipare), in cui ha raggiunto per tre volte il traguardo dei quarti di finale.

Foto, fonte La Nuova Sardegna


Nella squadra sassarese hanno militato in diversi periodi grandi calciatrici come Carolina Morace, protagonista con i suoi gol nella stagione 1993-1994 culminata con la vittoria dello scudetto, e l’attaccante spagnola Ángeles Parejo, con cui le sassaresi hanno vinto ben quattro scudetti.

Nel giugno del 2014 la società femminile entrò a far parte di quella maschile, la S.E.F. Torres 1903, guidata all’epoca dal presidente Domenico Capitani. Nel settembre dell’anno successivo arrivò la mancata iscrizione al campionato per inadempienze finanziarie e giunse al fallimento. Nel 2016 nasce una nuova società sportiva, la A.S.D. F.C. Sassari Torres Femminile, e inizia l’era di Budroni alla presidenza, in cui le sassaresi sono ripartite dal campionato di Serie C, potendo contare su un progetto con delle solide fondamenta: “abbiamo puntellato le basi nel settore giovanile e nel sociale, passando per il calcio e arrivando a tutta una serie di impegni per il sociale, di cui alcuni già concretamente realizzati e altri in fase di sviluppo. Il nostro obiettivo era inizialmente quello di iscrivere la prima squadra in un campionato nazionale per dare voce ai nostri impegni e ci siamo riusciti grazie a varie risorse, anche limitate considerando quelle di altre realtà, soprattutto dirigenti che si sono messi a disposizione e sponsor che ci sostengono. Il settore giovanile della prima squadra e quello marketing sono seguiti da professionisti”.

Foto di Elisa Boe


Nella stagione in corso le ragazze di mister Salvatore Arca, tornato quest’anno sulla panchina del club dopo essere stato per tanti anni il tecnico protagonista di cinque dei sette scudetti vinti, si sono riprese dopo un inizio di campionato sottotono e attualmente occupano il terzo posto in classifica. La vittoria ottenuta qualche settimana fa a Bologna ha rilanciato fortemente le ambizioni della squadra. L’obiettivo del presidente e della società è quello di tentare il salto di categoria: “vogliamo centrare la promozione in serie B e arrivare a fine stagione con questo traguardo sarebbe il coronamento di un sogno. Non ci accontentiamo di restare in C e da tre anni stiamo costruendo la mentalità per salire. Insieme al direttore sportivo Francesco Muggianu e ai nostri consiglieri presenti sul mercato estero abbiamo allestito una rosa nettamente più competitiva rispetto degli anni passati e l’ingaggio di mister Arca va in questa direzione. Stiamo compiendo una cavalcata verso le prime posizioni della classifica. Sono convinto che le nostre ragazze faranno un ottimo finale di stagione, perché quando le guardo in faccia aumenta in me la consapevolezza che non abbiamo mai avuto un valore aggiunto così importante come quest’anno, grazie anche alle mosse tattiche del mister. In caso di promozione, abbiamo concordato assieme al ds la conferma in rosa di molte nostre calciatrici. Ne approfitto anche per invitare le ragazze che hanno avuto sinora meno spazio oggi a mettersi in mostra con le proprie qualità, perché sono convinto che tutte quante valgano e si meritino il rinnovo in blocco se dovessimo vincere il campionato”.

Foto di Elisa Boe


Il proposito per il prossimo triennio della società sassarese è addirittura quello di provare a ritornare in serie A, anche se il presidente Budroni afferma che non sarà semplice, perché la differenza tra massima serie e cadetteria è netta a livello di risorse economiche: “la nostra è una società seria e in cui c’è del professionismo. Abbiamo il fisioterapista in campo, il medico sportivo e uno staff medico-sanitario super professionale. Le calciatrici si allenano per quattro o cinque volte a settimana e alloggiano nelle case messe da noi a disposizione. Per il ponte di Pasqua sono rimaste qui a Sassari, facendo gruppo e condividendo quei valori che sono fondamentali al di là dell’aspetto prettamente calcistico. Gli altri progetti a cui puntiamo per il futuro sono la creazione di un museo permanente sui trofei della squadra e di un centro sportivo di proprietà”.

A partire dalla stagione 2022-2023, tutti i club del massimo campionato diventeranno professionisti. Un traguardo che finalmente può essere una prima mossa per colmare le differenze esistenti tra calcio femminile e quello maschile, ma sono ancora tanti i passi da fare all’interno del movimento, come anche conferma il presidente della Torres: “è giusto che serie A e B diventino campionati professionistici, ma da membro del consiglio della LND mi batterò affinché il calcio di C rimanga dilettantistico, perché il professionismo può essere un’arma a doppio taglio, in quanto le tasse e le spese sarebbero molto più elevate. Molte società rischierebbero di sparire. Al momento nel calcio femminile ci vorrebbe un semi-professionismo nel rispetto di tutti. In Italia non esiste ancora la mentalità imprenditoriale di investire in questo settore e non è il professionismo che di per sé dà un valore aggiunto al calcio femminile, ma siamo noi sportivi, assieme alle calciatrici, a doverglielo dare. Prima di compiere questo passo bisognerebbe fare un percorso tutti insieme, attraverso degli ammortizzatori sociali”.

Foto di copertina di Elisa Boe

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