Aprile 19, 2024

Dolore e rinascita. Vi racconto “Gli ospiti” il mio documentario_di Simonetta Columbu

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Gli Ospiti è la mia opera prima, un breve documentario di 20’ ambientato in una comunità integrata che si trova a Mandas, in Sardegna. I protagonisti sono 10 persone che nella loro vita hanno vissuto in uno stato di forte sofferenza. Partiamo da lei: ‘’la sofferenza’’ beh si, ci fa paura, come ce ne fa la vecchiaia, la depressione o la povertà. Tutto ciò che è indecifrabile ci fa paura. Il mistero della morte ci fa paura. Si ha quasi il timore si possa essere contagiati. E se invece il dolore, la consapevolezza della sua esistenza, avesse un valore catartico? Nella nostra società si parla, certo doverosamente, di inclusione. Ma forse, in maniera troppo circoscritta. Inclusione non deve voler dire sottovalutare o rendere un problema un non-problema, ma deve voler dire umanizzarlo, capirlo, sentirlo.

A rendere unico e profondo il mio incontro con queste persone non è stato solo l’ascoltare il racconto della loro vita difficile ma vedere il loro desiderio di dare, il desiderio di comunicare, di vivere, essere. Il desiderio di rinascita. Le riprese sono durate tre giorni, una piccolissima troupe. Io, Enrico Monni e Roberto Cois. Emanuele Vesci si è occupato delle musiche in post produzione. I primi giorni li abbiamo trascorsi nel centro e nel terzo giorno di ripresa ho invece deciso di spostarci e andare in spiaggia – alcuni degli ospiti non ci erano mai stati – così grazie all’aiuto delle meravigliose collaboratrici della comunità, ci siamo ritrovati al mare all’alba. Qualcosa di magico. Il Poetto e la loro malinconia, la loro gioia. Gli Ospiti avevano passato la notte in bianco dall’emozione e si erano messi il costume dalla notte prima. Già questo poteva essere un film. La loro vita mi appariva immersa in un tempo dilatato e magico, ed è proprio questo che ho cercato di raccontare. Il documentario non ha un ritmo incalzante, direi lento. Ho cercato di rispettare i loro ritmi, i loro silenzi, le loro vibrazioni. Disegnare, cantare, pregare, ascoltare, osservare degli uccellini. Il documentario è in concorso nella sezione documentari al prestigioso festival di Bologna VISIONI ITALIANE. Un importante traguardo.

Questo lavoro è stato da me prodotto e da PATHOS DISTRIBUTION distribuito.

Non posso non dimenticare il prezioso apporto di Giffoni Hub che ha creduto sin dal principio in questo lavoro. Tutto questo è stato reso possibile anche grazie alla sensibilità e benestare del direttore Antonello Pili della Cooperativa sociale Il mio mondo.

Ho voluto porgli qualche domanda…

Antonello, cosa ti ha spinto a dirmi ‘’sì Simonetta, puoi lavorare insieme ai miei ospiti’’? Il benessere e l’interazione delle persone sono le parole chiave per me. I protagonisti del tuo lavoro sono persone che nella vita non son state molto o sempre fortunate, e questo documentario è stata un’occasione di riscatto per loro: rendere visibile il loro dolore e le loro gioie è qualcosa di importante. Il concetto nella nostra cooperativa è proprio quello di dare la possibilità di provare a vivere con gioia, con amore. Non mi piace pensare al ricovero come quello di una volta, ma credo sia importante la costruzione di un ambiente in cui ci si aiuti l’un l’altro. 

Antonello, mi ha colpito che queste persone pur nel dolore sono desiderose di dare, e sembrano essere tornate ad uno stato di innocenza. È così?

Il dolore seppur profondo genera vita ed è proprio quando si vivono esperienze molto dure che si ha il bisogno di tornare ai minimi significati e alla ricerca del senso intrinseco delle cose.

Dal dolore si può guarire?

Sì, in due modalità: quando ci si da’ il permesso e quando si riesce a trovare aiuto nel prossimo. La solitudine acuisce invece il dolore. Gli altri son un sistema di guarigione; siamo animali sociali come diceva Aristotele.

Grazie davvero Antonello! I

In definitiva vorrei ricordare cosa ci insegna la parabola della lanterna: Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce. La parabola della lanterna ci insegna che tutti abbiamo una luce, a volte fioca ma nondimeno bruciante. Ci insegna che il nostro compito è brillare, il nostro compito è saper farci intermediario tra la nostra luce e quella dell’altro, creando così una catena. Una catena, fatta di perdono e rinascita. 

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1 thought on “Dolore e rinascita. Vi racconto “Gli ospiti” il mio documentario_di Simonetta Columbu

  1. Trovo che il documentario “Gli ospiti” rifletta un problema molto serio, anche se non l’ho ancora visto. È un tipo di emarginazione di cui molti non ne sono a conoscenza, uso la parola emarginazione perché il problema di queste persone viene relegato in un ambiente etichettato e avulso in molti casi dalla realtà. Sono in Crocerossa da quasi 11 anni e ho affrontato situazioni difficili e a volte drammatiche nei progetti di inclusione sociale. Purtroppo, benché alcuni di noi vengano formati come operatori sociali generici, ci troviamo con le mani legate in alcuni ambienti: RSA, Case Famiglia, Migranti, Profughi. Il nostro apporto è sanitario e di supporto sociale alle fragilità, ma poi ci sono i regolamenti e il codice etico che ci impediscono di dare aiuto non codificato dalla nostra Associazione. Molte volte ho tolto l’uniforme e ho affrontato i problemi da privata cittadina, ultimo esempio le donne ucraine arrivate in Italia allo scoppio della guerra. Per non parlare poi delle varie invalidità incontrate, soprattutto quelle mentali. Molte RSA sono un vero incubo, altri ambienti di tipo ospedaliero fanno il possibile per sostenere i fragili, ma questo non basta. Sono più che mai convinta che molti che soffrono non hanno voce, accettano il loro stato come malattia e sono avulsi dalla vita.
    Ben venga questa luce attraverso il documentario di Simonetta Columbu che stimo molto per la sua professionalità e al tempo stesso per la sua semplicità e trasparenza.
    Spero di poterlo vedere presto questo documentario ed anche che riceva il giusto riconoscimento.
    In bocca al lupo !

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