Agosto 7, 2022

Confartigianato: la trasformazione aziendale guidata dai giovani e dall’ innovazione tecnologica _di Claudia Sanna

In questo  momento delicatissimo per l’economia mondiale che soffre dell’aumento del tasso di inflazione e della diminuzione del PIL,  prima causati dall’emergenza sanitaria legata al Covid, oggi legati agli effetti negativi che il conflitto in Ucraina sta determinando, tra tutti l’aumento dei costi delle materie prime che importiamo proprio da quella Regione: come cerali, gas e petrolio. 

Ci domandiamo quale sia lo stato di salute delle imprese sarde.

Lo abbiamo chiesto al presidente di Confartigianato del sud Sardegna e vice presidente Confartigianato Sardegna, Fabio Mereu, 45 anni, imprenditore cagliaritano nel settore dei trasporti, in carica dal 2020, il quale ci conforta, perché nonostante le prove difficili degli ultimi anni, alcune superate, altre ancora in corso, da superare, ha una visione ottimista dello scenario imprenditoriale, ma soprattutto delle capacità degli imprenditori sardi, forgiati ai flussi economici e capaci sapersi rialzare e reinventare.

La Confartigianato nasce in Sardegna nel secondo dopoguerra, per iniziativa di un piccolo gruppo di imprenditori spinti dalla necessità di rappresentare e tutelare i valori dell’artigianato e della piccola impresa nell’ambito dell’economia e nel rapporto con le istituzioni.

Nel corso del tempo, interpretando le esigenze dei propri associati, si è data una struttura organizzativa che mette a disposizione delle imprese e degli imprenditori una serie di alte professionalità in grado di fornire informazioni, servizi reali, formazione tecnica e consulenze che rendono più facile la vita degli imprenditori associati e delle loro famiglie.

Oggi è la seconda associazione di categoria in tutta la Sardegna.

Il presidente Mereu ha fiducia nel fatto che tanti imprenditori sardi sapranno accogliere le nuove sfide che il mercato internazionale sta lanciando:  progetti di digitalizzazione, start up e innovazione tecnologica.

Fabio Mereu

“Noi di Confartigianato facciamo da tramite, tra le diverse proposte di innovazione, che transitano attraverso i bandi, non solo quelli regionali, ma anche e soprattutto quelli europei.

In  questi giorni stiamo promuovendo la collaborazione tra Sardegna Ricerche e Enel Way, con l’obbiettivo di supportare le piccole e medie imprese sarde ad accedere al finanziamento previsto dal bando della Regione Sardegna, “Microincentivi per l’Innovazione”, per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica che andranno ad agevolare chi dovesse investire o già possiede imprese specializzate nel settore dei trasporti, un prodotto chiavi in mano che abiliterà alla tecnologia della ricarica veloce.

Ancora con Sardegna Ricerche, stiamo promuovendo delle piattaforme multimediali dove si “raccontano” antichi mestieri dell’artigianato: dal barbiere che spiega l’arte di saper fare la barba all’italiana alla maestria del sarto per conservare il patrimonio di molti settori artigianali, ma al contempo stare al passo con i tempi promuovendo la propria attività attraverso i nuovi canali del marketing.

Porto un altro esempio: il settore edile,  in Sardegna vanta un grande primato, ma potremo essere molto più competitivi, in termini di produttività e produzione se anche le piccole imprese iniziassero ad utilizzare le stampe in 3D.

Italcementi, colosso nel settore del cemento, ha messo a punto un materiale cementizio che soddisfa i requisiti necessari per la stampa in 3D in grado di produrre elementi strutturali come pareti e travi ottimizzando i materiali, diminuendo gli scarti di lavorazione per costruzioni sostenibili a basso impatto ambientale. Se questo esempio virtuoso di produzione diventasse la regola avremo raggiunto un grosso obiettivo.

Alla parte politica spetta poi l’onore di velocizzare i processi di attuazione di quanto disposto nei provvedimenti legislativi che si occupano di economia, per chiudere in tempi brevi le strategie di attuazione dei diversi progetti imprenditoriali legati soprattutto all’innovazione.”

Non possiamo non chiedergli degli effetti della guerra in Ucraina e se questi siano sottostimati:

“Dietro le guerre e le crisi economiche, più in generale, c’è anche tanta speculazione, occorre lavorare in una prospettiva economica di autosufficienza:

prendiamo la questione “grano” legata alla guerra in Ucraina e di cui siamo grandi importatori, stiamo lavorando per mettere insieme idee e progetti al fine di garantire una produzione che sia in grado di rispondere alla domanda di mercato sardo limitando se non addirittura azzerando le importazioni di alcune materie prime.

Per fare questo abbiamo bisogno di maestranze preparate,  il mercato e l’innovazione vanno veloci e occorre stare al passo: la preparazione è alla base di tutto, per questo stimoliamo gli imprenditori a non abbandonare mai la formazione.

In tutto questo sistema i giovani, che si occupano di impresa, sia ai vertici che come maestranze operative, dovrebbero avere una visione internazionale, spinti dall’idea di ampliare il mercato.

Dovrebbero sentirsi parte integrante di un sistema economico che ha una visione orizzontale dell’organizzazione aziendale , con giusti salari proporzionati al costo della vita.

I sardi hanno dimostrato, in diversi settori, di avere grandi capacità imprenditoriali e non dimentichiamo che il sud Sardegna  ha un patrimonio ambientale naturalistico che da solo potrebbe far risollevare le sorti economiche di una terra che non può e non deve arrendersi alla sofferenza del solo comparto industriale.”

Il consiglio che mi permetto di dare è di non avere limiti, quando si fa impresa non si deve pensare solo al proprio territorio, oltre l’orizzonte occorre vedere il mare e il mare va solo attraversato”.

Grazie al presidente Mereu per questa analisi attenta e puntuale, il suo contributo ci permette di avere una visione più obiettiva della condizione delle imprese sarde.

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