Febbraio 27, 2024

Incontro con Valeria Colizzi: il “Teatro counseling”, come sciogliere i grovigli emozionali_di Simonetta Columbu

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”Il mio scopo non è insegnarvi a recitare, il mio scopo è aiutarvi a creare un uomo vivo da voi
stessi.’’ Disse Konstantin Stanislavskij, uno dei più grandi insegnanti di recitazione mai esistiti.

Valeria Colizzi attrice e insegnante di teatro, ci parla del teatro counseling, una disciplina che sta prendendo piede in questi anni. Ma cosa vuol dire Counseling? Counselor deriva dal verbo inglese “to counsel” che in italiano vuol dire “consigliare”. Possiamo tradurre il termine counseling con “consulenza” oppure “consiglio”. In sintesi quella del counseling è un’attività che tende a migliorare la qualità della vita delle persone.

Valeria, spiegaci meglio.. di cosa si occupa il teatro counseling?

Il teatro counseling è una forma di arte terapia di gruppo che stimola il miglioramento della qualità della vita e del benessere psicofisico dell’individuo utilizzando i processi creativi e drammatici del teatro.

E di cosa non si occupa?

Non si occupa di risolvere vissuti o traumi radicati nel passato. Le persone di solito si avvicinano a questo percorso perché sentono di vivere un conflitto, una situazione di disequilibrio legata a questioni contingenti come la perdita di lavoro, la fine di una relazione o qualsiasi altro cambiamento importante che è già avvenuto o sta per avvenire.

Qual è il rapporto tra teatro e ‘’consulenza’’ in questo percorso?

Il counseling accompagna il percorso, lo arricchisce e lo completa. La relazione di counseling garantisce ai partecipanti di sperimentare nuovi aspetti del “sé” in un ambiente protetto in cui ritrova ascolto empatico, accettazione incondizionata e mancanza di giudizio.

L’obiettivo non è imparare a recitare giusto?

No. Non c’è una performance finale né la preparazione di scene. Il teatro è solo un mezzo, uno strumento di conoscenza e scoperta.

Quindi il teatro è capace di alleviare e talvolta guarire, ma per fare questo si fanno affiorare spesso dei traumi del passato… si dice che se si guardano troppo gli abissi alla fine gli abissi ti guardano. Allora cosa bisogna fare?

È vero, il teatro ha un grande potere e sappiamo che in un semplice corso teatrale è facile che affiorino vissuti e traumi. Quando si raggiungono alti livelli di spontaneità e di libertà espressiva è facile che emergano parti di noi che in condizioni normali, con gli schermi e le corazze che indossiamo ogni giorno, non riescono a venir fuori. In un percorso come questo però, a differenza di un corso di teatro classico, il conduttore ha una formazione specifica per supportare la persona, farla sentire al sicuro e ascoltata. E, se quanto emerso dovesse risultare legato a ferite troppo profonde, il teatrocounselor rimanderà la risoluzione di queste problematiche a uno psicoterapeuta.

Bisogna scendere nel profondo e analizzarsi affrontando gli abissi o è meglio non scavare troppo, risolvere solo il qui ed ora?

Il concetto di “qui e ora” è cruciale in un percorso di teatrocounseling. L’obiettivo è proprio quello di entrare in un contatto più profondo con le emozioni di un particolare momento della vita e guardare la situazione che si sta vivendo in una prospettiva differente, con l’aiuto del gruppo e del conduttore, cercando soluzioni che prima non si era stati capaci di intravvedere.

Dopo il tunnel, c’è la luce?

Sempre e non bisogna mai smettere di crederci. 

La luce si può vedere senza passare per le tenebre?

Direi di sì. La luce c’è sempre perché l’essere umano tende alla vita e alla felicità, anche quando attraversa periodi di difficoltà. A volte dimentichiamo che la nostra natura è andare verso le parti più “in luce”. Stare nel presente in modo pieno e consapevole, può avvicinarci a quelle zone.

I problemi interiori si possono o no eliminare/risolvere? Insomma, si può guarire da noi stessi?

Direi che si può imparare a stare con noi stessi e allora i problemi possono sembrare montagne con pendii meno ripidi e insidiosi.

Cosa consiglieresti ai nostri lettori?

Di provare a sperimentare e mettersi in gioco soprattutto quando ci si trova in momenti difficili. Le esperienze nuove mettono in circolo energie che non credevamo di avere.

Grazie Valeria! 

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