Novembre 27, 2020

Antonello Caria, “l’incontro con Falcone che mi ha segnato la vita”_di Fabio Salis

nel corso di una solenne cerimonia svoltasi nella storica sala del Palazzo Regio di Cagliari, quattro cittadini cagliaritani sono stati insigniti di altrettante onorificenze dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”, per essersi distinti, attraverso il loro non comune  impegno umano e sociale, nell’ambito di attività civili, culturali e di volontariato nonché per aver svolto un lungo ed onorato servizio all’interno delle diverse carriere civili e militari. Le alte onorificenze, che rappresentano un autorevole riconoscimento etico e morale da parte del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono state consegnate dal Prefetto di Cagliari, Bruno Corda, dal Sindaco del capoluogo isolano, Paolo Truzzu, e dall’Amministratore Straordinario della Provincia del Sud Sardegna, Mario Mossa. I prestigiosi riconoscimenti sono andati ad Antonello Caria, Commissario della Polizia di Stato, Giuseppe Gargiulo, Dirigente superiore della Polizia di Stato in quiescenza, Giancarlo Scarteddu, Presidente Regionale dell’Associazione Nazionale Bersaglieri ed all’imprenditore Gian Giuseppe Murgia, Presidente del Gruppo Superemme S.P.A. Durante la medesima cerimonia pubblica, il Capitano Maggiore Scelto dell’Esercito Italiano, Fulvio Concas, ha ricevuto una medaglia d’oro per le vittime del terrorismo durante l’impegno a Nassiriya con il contingente italiano nell’operazione “Antica Babilonia IX”.

Ma chi sono questi nostri concittadini che hanno meritato un così alto riconoscimento morale e istituzionale? In quest’articolo dedichiamo ampio spazio all’impegno sociale e culturale profuso da Antonello Caria che, nella sua vita professionale, è un Commissario di Polizia. Nonostante il muro di riservatezza che lo circonda, per via appunto della sua attività professionale, abbiamo scoperto, attraverso i nostri canali giornalistici, che vanta un curriculum vitae di tutto rispetto. Tra i diversi e meritati riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera di servizio, parole di lode, parole di compiacimento e di ringraziamento istituzionale, spicca la Medaglia d’oro al Merito di Servizio concessagli dal Capo della Polizia già nel 2014. Può vantare trentanove anni effettivi di onorato servizio a partire da quel lontano 1° aprile 1981, giorno questo molto importante non solo per la storia personale di Antonello Caria ma per tutta la Polizia di Stato. In tale data si celebra infatti l’entrata in vigore della legge 121/81 – (Legge madre della Riforma dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza e dell’Ordinamento del personale della Polizia di Stato). Con il varo di questa importante Legge dello Stato, lo status giuridico del personale appartenente alla Polizia di Stato è stato smilitarizzatoe questa importantissima e storica riforma legislativa, frutto di un grande dibattito politico che ha coinvolto tutte le componenti delle diverse rappresentanze parlamentari, ha dato il via alla sindacalizzazione all’interno della Polizia di Stato, consentendo a tutti i poliziotti, attraverso i propri sindacati, di poter partecipare alle dinamiche di rappresentanza democratica all’interno dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza.

E proprio queste dinamiche elettive hanno consentito a Caria, qualche tempo dopo, di essere l’Agente più votato d’Italia in seno alla Commissione Assistenti ed Agenti del Personale della Polizia di Stato precedentemente istituita presso il Ministero dell’Interno e di rappresentare i propri colleghi per cinque anni presso questo importantissimo organismo consultivo ministeriale. Nel curriculum del Commissario viene subito in rilievo, all’inizio della sua brillante carriera, la sua esperienza professionale maturata presso la Squadra Mobile della Questura di Palermo, dove risulta aver lavorato alle dirette dipendenze dell’allora Capo della Sezione Investigativa Antimafia Vice Questore Ninni Cassarà, barbaramente assassinato nell’agosto del 1985 insieme all’Agente Roberto Antiochia in un proditorio attacco mafioso.

Prima ancora di vivere questa esperienza umana e professionale nella sezione storica della polizia investigativa palermitana, l’allora Agente Antonello Caria, dopo aver svolto, prima un corso di specializzazione a Pescara ed uno ad Abbasanta, venne assegnato al servizio di scorta al dottor Giovanni Falcone. Dopo questa ricca e importante esperienza professionale in Sicilia, nel 1992, poco prima delle stragi di Via D’Amelio e Capaci, il suo rientro in Sardegna coincide con il trasferimento alla Criminalpol e la sua assegnazione alla Sezione Antisequestri.

Il suo percorso professionale in Polizia rappresenta una vera e propria carriera aperta dalla base: entrato come Guardia-Agente, è riuscito a superare dapprima il concorso interno per Sovrintendente, successivamente il concorso esterno per Ispettore ed in ultimo il concorso che gli ha permesso di conseguire la qualifica di Commissario. Negli anni ha proseguito gli studi universitari conseguendo anche la Laurea in Giurisprudenza con 110 e lode. Tra i suoi diversi corsi di formazione culturale, può vantare anche un master universitario in criminologia e studi giuridici forensi e un corso di formazione universitaria in mediazione civile e commerciale, conseguito presso l’Università degli Studi di Cagliari. Inoltre, ha sempre avuto la passione della scrittura, coltivata negli anni anche attraverso la collaborazione con diverse testate e riviste specializzate in tematiche ed argomenti attinenti alla sua attività professionale.

Al di là della sua brillante e ricca esperienza professionale, Antonello Caria risulta essere sempre stato in prima fila nell’ambito dell’impegno civile, culturale e del volontariato sociale. È il Presidente dell’associazione culturale “Azione Sardegna” attiva nell’ambito della promozione, diffusione e divulgazione della storia e della cultura identitaria della Sardegna, attraverso organizzazione di convegni, seminari di studio e presentazione di pubblicazioni letterarie.

Antonello Caria ha voluto conseguire anche il titolo di mediatore civile e commerciale e per questo partecipa e collabora da diversi anni all’attività formativa e culturale dell’Associazione culturale Mediatori Mediterranei ONLUS, associazione questa che di concerto con la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Cagliari promuove, in ambito nazionale, europeo e internazionale, iniziative di conoscenza, diffusione e divulgazione scientifica in materia di mediazione.

Collabora attivamente con l’Autorità Garante per i Diritti dell’Infanzia e l’Adolescenza della Città Metropolitana di Cagliari nella programmazione, organizzazione e gestione di progetti formativi e culturali rivolti ai diversi ordini professionali ed alle diverse Amministrazioni Pubbliche del territorio e finalizzati alla conoscenza ed alla condivisione delle migliori pratiche da adottare nell’applicazione delle disposizioni normative poste a tutela dei minori coinvolti direttamente o indirettamente in procedure di natura amministrativa e giudiziaria.

Ha contribuito alla fondazione della Sezione Provinciale di Cagliari dell’Associazione Nazionale UCID (Unione Cristiana Imprenditori e dirigenti), con la quale ha collaborato nella realizzazione di progetti, destinati ai giovani studenti e imprenditori, finalizzati alla diffusione ed alla divulgazione della cultura della cooperazione e solidarietà sociale nonché della responsabilità etica delle imprese e dei dirigenti pubblici, in adesione ai principi ed ai valori espressi nei modelli di insegnamento e di sviluppo economico indicati dalla dottrina sociale della Chiesa Cattolica.

Ha contribuito alla fondazione della sezione sarda della Lega Italiana dei diritti dell’uomo, con la quale ha promosso alcuni progetti culturali, soprattutto in ambito scolastico, volti alla diffusione e alla conoscenza dei contenuti, dei principi e dei valori della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo. E’ stato per diversi anni socio volontario UNICEF, nell’ambito del Comitato Provinciale di Cagliari, in qualità di Referente per le relazioni ed i rapporti con le Forze di Polizia del territorio.

Dopo aver scoperto tanto di lui, siamo riusciti a raggiungere telefonicamente Antonello Caria, il quale, in riferimento all’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”  ricevuta nel dicembre dell’anno appena trascorso. Ha così commentato in merito: “aver ricevuto questo alto riconoscimento morale, oltre ad essere, senza nasconderlo, motivo di soddisfazione personale mi richiama, ancor di più, al senso di responsabilità etica e morale che ha e deve sempre avere ogni singolo cittadino italiano nei confronti della Repubblica e delle sue Istituzioni. Mi ritornano alla mente le parole di John Fitzgerald Kennedy: non chiedetevi cosa può fare il vostro Paese per voi, ma chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro Paese.”

Queste parole ci ricordano con forza che noi singoli cittadini siamo parte attiva di un unico sistema sociale e istituzionale, il sistema Paese. Noi italiani, come abbiamo saputo sempre dimostrare nei momenti più difficili della nostra storia, anche in questo particolare momento di emergenza sanitaria legata al pericolo di diffusione del coronavirus, stiamo dimostrando al mondo intero quanto sia forte questo senso di responsabilità, di partecipazione attiva e di solidarietà sociale.

Per questo motivo è doveroso ringraziare tutti i medici, infermieri, operatori sanitari, le donne e gli uomini della Polizia di Stato, tutte le Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, le Prefetture e tutto il grande mondo del volontariato sociale, per il loro straordinario impegno umano e professionale che, in molti casi, si è spinto eroicamente sino al sacrificio della propria vita personale.

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