Settembre 26, 2021

La vita nella miniera di Montevecchio e a Funtanazza raccontata attaverso i verbali dei Consigli di Fabbrica

Quest’opera vuole richiamare la vita della miniera di Montevecchio, alla luce delle verbalizzazioni tenutesi durante le riunioni della Commissione Interna di Fabbrica. I documenti sono relativi agli ultimi tre anni della Società Monteponi & Montevecchio, 1964 – 1966, prima del passaggio alla Montedison.

Certo siano mille miglia lontani da quei rapporti tra padronato e operai, se pensiamo al primo grande sciopero di massa che si tenne proprio a Montevecchiodall’8 al 17 Agosto 1903. Diciamo che allora bastò una “stretta di mano” tra il padronato, rappresentato dal genero di Giovanni Antonio Sanna, l’Ing. Alberto Castoldi e gli operai per spuntare dodici importanti conquiste, comprese le otto ore lavorative, ancora oggi in auge:

1) Abolizione dei cottimi nei lavori interni, ed esterni; determinazione della paga giornaliera fissa da parte dell’amministrazione.

2) La giornata nei lavori interni non deve oltrepassare le 8 ore.

3) Abolizione dell’obbligo di scavare per ogni giornata di lavoro una mina di m. 1,20.

4) Distribuzione gratuita dell’olio da ardere per i lavori delle gallerie e per i lavori notturni dell’esterno.

5) Abolizione dell’obbligo ai manovali di trasportare un dato numero di vagoni carichi di minerali dai posti di lavoro alle ricette.

6) Distribuzione gratuita dell’acqua potabile nelle officine ecc..

7) Diminuzione dell’orario dei lavori esterni.

8) Aumento dei prezzi di trasporto dei materiali ai carrettieri di carri e buoi.

9) Abolizione delle multe; gli operai colpevoli devono essere puniti colla sospensione che non deve oltrepassare una giornata di lavoro.

10) Aumento straordinario del salario giornaliero per i lavori più difficili e più pericolosi.

11) Aumento del salario giornaliero a tutti gli operai indistintamente; fissare il minimum di salario per tutti, suscettibile ad aumento col rialzo dei prezzi del minerale.

12) Riammissione incondizionata di tutti i lavoratori.

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