Aprile 19, 2024

Il professore del “Putin, accomodati”_di Armando Santarelli

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Fra le diverse prese di posizione circa il comportamento che l’Europa dovrebbe tenere riguardo alla guerra in Ucraina, la più discussa – e discutibile – è quella espressa dal prof. Alessandro Orsini, sociologo e direttore dell’Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale della LUISS.

Il professore ha sostenuto più volte che è sbagliato rifornire di armi l’Ucraina, perché (sintetizzo, ma riporto fedelmente ciò che ha affermato in una puntata della trasmissione Piazza Pulita): “Questa guerra è già persa. Putin ha già vinto in Ucraina. Noi dobbiamo sentirci in colpa per aver indotto gli ucraini a credere che li avremmo difesi in caso di un attacco della Russia. L’Unione Europea deve rifiutare drasticamente qualunque politica che metta in pericolo la vita degli europei. Io voglio che l’Europa protegga l’Europa. Voglio che l’Europa si assoggetti intellettualmente agli Stati Uniti, riconosca la grandezza strategica degli Stati Uniti e copi gli Stati Uniti. Voglio che l’Europa difenda l’Europa, pretendo che la Commissione Europea protegga il territorio europeo”.

Noto, anzitutto, che il professore, lontano dalla calma e dalla padronanza dei grandi pacifisti della Storia, si agita, pretende, mostra un fanatismo e una veemenza verbale non molto consona al suo messaggio.

Ma andiamo al sodo: una Nazione, la Russia, invade un Paese democratico, libero e sovrano, scatenando un conflitto ingiusto e atroce. Siccome la Russia è più forte, per evitare complicazioni, morti, distruzioni, l’Ucraina, secondo Orsini, avrebbe dovuto dire: “Non è giusto quello che stai facendo signor Putin, ma ci arrendiamo, accomodati, rovescia il nostro governo eletto democraticamente, al suo posto mettine uno di tuo gradimento, fa’ quel che vuoi”.

Naturalmente, dopo una reazione del genere gli Orsini pensano (e debbono augurarsi) che la Russia si sarebbe ritirata in buon ordine, e in un ultimo gesto magnanimo avrebbe “liberato” l’Ucraina, incamerando soltanto Donetsk e Luhans’k e mettendo il sigillo definitivo sulla Crimea.

Eh no, caro Orsini, nel caso di un’occupazione non contrastata è più probabile che Putin si sarebbe tenuta tutta l’Ucraina, e che il mondo avrebbe assistito a un enorme sopruso, foriero di ulteriori occupazioni territoriali da parte di un tiranno. Tiranno: lo abbiamo definito in modo appropriato? Lei dice che dovremo trattare con lui, e non è giusto né conveniente demonizzarlo. Ha ragione, come è vero che è impossibile esimersi dall’utilizzare le definizioni che il corso della vita di Putin suggerisce, ovvero queste: funzionario del KGB, politico, Primo Ministro, autocrate, dittatore.

Detto questo, ad Orsini si può controbattere al meglio con un solo, secco argomento: caro Professore, immagini che fosse stato Lei al posto di Zelensky. Dunque, secondo il suo pensiero, all’avanzare delle truppe russe Lei avrebbe immediatamente alzato bandiera bianca e fatto accomodare l’invasore. A parte l’irrealtà e il disonore, per il premier di uno Stato aggredito, di reagire in un tale modo, sa che cosa sarebbe successo? Semplicemente che i suoi connazionali l’avrebbero fatta a pezzi, e iniziato una lotta di resistenza, una guerriglia estesa a tutto il territorio, che probabilmente non avrebbe causato meno morti di quelli che registriamo nella guerra in atto.

Nessun Paese del mondo dinanzi a un’invasione può impedirsi di resistere, di gridare che non accetta un evidente ingiustizia, che si difenderà, che deve farlo in nome della propria indipendenza, dei propri valori, delle proprie scelte, della libertà. Ha fatto bene chi le ha ricordato ciò che successe dopo il trionfale “Accordo di Monaco” del settembre 1938: convinzione dell’opinione pubblica europea che si fosse scongiurata la guerra, dichiarazione del Primo Ministro del Regno Unito Neville Chamberlain che il patto avesse significato “peace with honour. I believe it is peace for our time”, parole subito parafrasate e irrise da Winston Churchill: “Potevate scegliere fra la guerra e il disonore. Avete scelto il disonore e avrete la guerra”.      

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