Agosto 7, 2022

La rivoluzione culturale, ambientale ed economica dei giovani_di Tarcisio Agus

Si è conclusa nei giorni scorsi una nuova sfida portata all’attenzione del vasto pubblico da 68 giovani stilisti che hanno preso parte alla prima edizione di M.IT.BRANDS – Meet ITalian Brands, il fashion evento internazionale dedicato ai brand producer organizzato da Confindustria Campania e Nola Business Park CIS-Interporto Campano e ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane tenutasi tra il 27 e 28 giugno 2022.

Adottando la filosofia richiamata dal movimento della giovane attivista svedese Greta Thungerg e dei suoi coetanei nel mondo per uno sviluppo sostenibile, i giovani espositori hanno presentato nei settori abbigliamento (donna, uomo, bambino con esclusione della moda intimo e mare), pelletteria (con esclusione delle calzature) le loro originali creazioni.

All’iniziativa ha preso parte anche Adelaide Carta, giovane stilista etico di moda guspinese, nel rispetto delle line guida della Green Economy, sintetizzabili nell’assicurare un’elevata qualità ambientale, utilizzare le risorse in modo efficiente, promuovere l’eco-innovazione e l’economia circolare, con il riutilizzo dei materiali di scarto per alimentare nuovi cicli produttivi, riducendo al minimo gli sprechi, creando così un sistema capace di rigenerarsi da solo.

Sala delle feste

A questa importante sfida i giovani stilisti credono fermamente ed il vecchio adagio “Tra il dire ed il fare c’è di mazzo il mare” non sembra trovar riscontro nel loro agire, perché tra il dire ed il fare non esisterebbero particolari margini di tempo ma continuità e determinazione.

Ormai sono tanti i giovani imprenditori che hanno avviato un percorso virtuoso in attesa delle volontà politiche sulla Gren Economy, in particolare questa scelta viene considerata dai giovani emergenti anche alternativa ad una economia fondata sul consumo e sulle sovra produzioni ormai ingestibili che stanno riempendo le discariche del mondo. Per queste ragioni nelle loro azioni applicano il metodo “made after the order” ossia realizzato dopo l’ordine o si limitano a produzioni contenute.

Con questa nuova filosofia si è riscoperto anche il gusto del bello e del duraturo, concetti che sembravano relegati al passato e che la giovane Adelaide, per esempio, potrebbe aver tratto ispirazione dalle testimonianze locali del suo vissuto, come il duomo seicentesco di San Nicolò con il suo magnifico rosone traforato che richiama l’arte orafa bizantina, così pure potrebbe essersi riferita all’illuminato imprenditore Giovanni Antonio Sanna ed il suo genero Alberto Castoldi che nella miniera di Montevecchio (Guspini) hanno, nell’ ottocento, dato prova di perseguire nelle infrastrutture minerarie il gusto del bello e del duraturo. Servendosi delle pietre, delle argille e del legno del luogo gli imprenditori minerari del guspinese hanno realizzato gli opifici, solitamente scarni ed essenziali nel mondo industriale perché funzionali alla produzione, con la consapevolezza di lasciare ai posteri preziose attestazioni come, per esempio, il Pozzo Sant’Antonio, merlato con due sontuose finestre lignee di richiamo gotico o il palazzo Sanna-Castoldi con la sua magnificenza d’arte decorativa che pervade tutti i tre piani dell’importante edificio, al centro del quale si sviluppa la sala delle feste immersa in un blu cobalto ed oro zecchino.

Pozzo Sant’Antonio

L’idea di Adelaide, in questa nuova esperienza internazionale, è stata quella di realizzare accessori di moda, come borse e pelletteria di cui si occupa, unici, duttili, sostenibili e duraturi.

La produzione di questa nuova collezione segue la filosofia dell’ecologia e della sostenibilità, in primo luogo Adelaide fa uso, nell’ottica del riciclo e riuso, delle scorte morte recuperate dai diversi produttori di pellami eco sostenibili sulla base della qualità che garantisce una durata del prodotto nel tempo, mentre quelli di minor qualità vengono utilizzati per la confezione dei contenitori (packaging). Al pellame abbina altri materiali completamente vegetali come il sughero, il Piñatex che è un derivato dalle foglie di ananas, il legno, oppure un materiale derivato dal mais. Nell’ottica di una produzione mista questa può essere composta da materiali vegetali e materiali sintetici di alta prestanza, oppure derivata esclusivamente dal riciclo delle plastiche degli oceani.

In quest’ultimo lavoro, riferisce Adelaide, ho presentato un nuovo modello, moderno e versatile che abbraccia un targhet molto ampio che va dalle giovanissime alle donne più mature, la sua particolarità e la sua versatilità estetica è data dalla possibilità dei suoi componenti di essere regolabili, come per esempio, i manici o le chiusure che favoriscono l’adattabilità alle diverse esigenze, tanto che può nell’occasione diventare una borsa capiente oppure nello stesso giorno un elegante e raffinato accessorio di abbigliamento. Amo produrre accessori di moda versatili che durino nel tempo, tanto da accompagnarci ogni giorno e concepirli come un vero e proprio investimento. Le mie produzioni vorrei fossero considerate più dei bagagli culturali che non delle semplici borse”.

In copertina Adelaide Carta

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