Maggio 6, 2021

Pino De Fanti, l’ingegnere con la passione per lo sport che ha dato lustro alla Sardegna all’estero_di Fabio Salis

Ottimo tennista, abile calciatore e dirigente sportivo di livello, ma soprattutto ingegnere idraulico che si è guadagnato grande prestigio in giro per il mondo nella costruzione di grandi cantieri, Pino De Fanti non ha mai dimenticato le proprie radici e l’isola nella quale ha vissuto fino al 1971, commentando così: “il periodo trascorso in città fra studio e sport, tra il 1956 ed il 1970, è stato estremamente interessante, intenso ed indimenticabile”.

Nato nel 1942 a Ingurtosu da genitori veneti, ha interamente vissuto la sua gioventù in Sardegna, frequentando le scuole elementari a Montevecchio, le scuole medie a San Gavino, il liceo scientifico e la Facoltà d’ingegneria a Cagliari. Nell’Ateneo cagliaritano conseguì la Laurea in Ingegneria civile idraulica, dopo di che arrivò la decisione di partire all’estero: “dopo la laurea ed il servizio militare, partii per il Sud Africa per ragioni di lavoro. Mi sarei dovuto trattenere per due anni, invece alla fine ho continuato a lavorare all’estero fino alla pensione”.

Il primo sport a cui Pino si è dedicato è stato il tennis, a quattordici anni, per poi giocare anche a calcio, militando a discreti livelli: “iniziai molto tardi, secondo i parametri attuali, durante le vacanze scolastiche in famiglia a Montevecchio, dove era nata una piccola scuola di tennis, sotto la guida di Giacomo Cavalli e l’esempio di Giuliano Marzocchi, due campioni sardi assoluti. Cominciai bene, arrivando a rappresentare la Sardegna nel 1957 a Milano nella coppa Lambertenghi e vincendo alcuni tornei juniores fino all’età di sedici anni.

Negli anni Sessanta in Sardegna dominavano due fortissimi tennisti di seconda categoria, Angelo Murtas e Remigio Pisanu, per me imbattibili. Tuttavia in terza categoria regionale ottenni discreti risultati, vincendo tra singoli e doppi circa venticinque tornei, di cui quindici nel 68-69. Ricordo i successi anche nei numerosi campionati interfacoltà, in quelli universitari, nei tornei di Alghero, di Pasqua e Natale a Cagliari. A livello nazionale ho raggiunto due volte i quarti di finale ai campionati italiani universitari ed alcune vittorie contro dei seconda categoria nella coppa Croce, i campionati italiani a squadre col TC Cagliari”.

Come racconta Pino, in quei tempi non era semplice giocare a tennis, in quanto non esistevano gli attuali mezzi di trasporto che permettessero di arrivare alla Fiera, dove c’era il campo da tennis più frequentato della città: “giocavo a tennis solo a Montevecchio nei mesi estivi, quindi dovetti abbandonare le speranze di migliorare e mi dedicai al calcio, anche qui molto tardi, avendo giocato fino ad allora solo “in strada” o con amici nelle vacanze estive a Montevecchio. Mi trovai subito bene e, con la Veritas di Cagliari, vinsi due titoli regionali juniores CSI. Dopo la maturità m’ingaggiò la Gennargentu Pacini, allora fra le migliori squadre militanti in promozione regionale e continuai a giocare a calcio fino all’età di venticinque anni, ritirandomi a metà campionato dalla Tharros, che fu promossa in serie D. A quel punto ripresi a giocare a tennis e mi concentrai soprattutto sugli studi universitari”.

Prima di partire per lavoro all’estero, De Fanti è stato per diversi anni dirigente del CUS Cagliari e anche presidente del sodalizio cagliaritano dal 1969 al 1971: “dal momento che Cagliari è una città medio-piccola, mi capitava di essere conosciuto più per le qualità sportive che per lo studio, così, dopo la laurea abbandonai completamente lo sport, emigrai all’estero e mi dedicai anima e corpo al lavoro d’ingegnere. Dunque dall’età di 29 anni ho lavorato solo all’estero o per l’estero, senza venire mai coinvolto in alcun progetto italiano”.

La sua attività lavorativa al di fuori dai confini isolani è iniziata nel 1971 a Johannesburg, in Sudafrica, e lo ha visto impiegato in varie esperienze su quattro diversi continenti. L’anno successivo iniziò a lavorare come capo ufficio tecnico con la “Di Penta”: “arrivai con lo status ufficiale di “landed immigrant”. In quegli anni forse rispetto ad oggi era più facile trovare impiego all’estero e progredire velocemente nelle gerarchie delle società, così mi guadagnai a 36 anni la posizione di Dirigente Impregilo, di Project Manager di Grandi cantieri, di General Manager, Area Manager, e successivamente costituii una mia società di consulenza in Tunisia, dove ho praticamente concluso la mia attività lavorativa”.

Durante la sua esperienza quarantennale, ha svolto attività tecnico-commerciale con missioni di lunga durata in Sud America (Brasile, Cile, Argentina, Venezuela, Colombia), in tutto l’Estremo Oriente (dalla Cina a Taiwan, fino all’Indonesia), ma anche in vari paesi europei e nell’Africa orientale, dall’Egitto alla Tanzania. A ciò si aggiungono anche una notevole esperienza nello studio di appalti internazionali e nei contenziosi internazionali (riserve e arbitrati).

Con società quali Impregilo, Vianini, Recchi e LESI, Geodata ha diretto vari progetti, tra cui la costruzione di una galleria in pieno centro a Montréal, in Canada, di un’autostrada sul mare ad Hong Kong, di un acquedotto di 300 km in Ruanda (in qualità di Capo missione per la Comunità Europea), una galleria ferroviaria e una diga in Algeria, progetti idroelettrici in Panama e Laos.

De Fanti è stato anche co-direttore generale di un impresa Italo-Francese a Parigi, consigliere d’Amministrazione della “ Poretti Ciminiere” e della “Camera di Commercio Italiana” a Parigi.

“Tutto questo è stato possibile solo grazie alla mia fantastica e paziente moglie, che mi ha seguito all’estero per quindici anni e periodicamente nelle mie successive sedi e frequenti missioni nei vari paesi”, commenta così Pino che ha anche avuto due figli: Roberto, nato a Cagliari nel 1973, che svolge il mestiere di procuratore sportivo con sede a Londra e Sylvia, nata a Montréal nel 1977, attrice di teatro e di cinema, impegnata in varie produzioni di serie televisive della Netflix.

1 thought on “Pino De Fanti, l’ingegnere con la passione per lo sport che ha dato lustro alla Sardegna all’estero_di Fabio Salis

  1. Conosco Pino da quando era studente, io ero un bambino e poi un ragazzo che lo disturbava sistematicamente, perché giocavo nel nostro giardino dove, affacciavano le finestre della sua stanza. Ricordo la mamma, il padre, il fratello e la sorella! Tutti belli e biondi (tendenti al rosso).
    Nella mia vita un po’ mi sono ispirato anche a lui… che ho sempre immaginato come quel grande sportivo, che effettivamente era.

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