Giugno 19, 2024

Giusè, il musicista che viveva in una nave_ di Gianni Casali

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Oggi voglio raccontarvi una storia…la storia di un uomo che viveva su una nave…un musicista…No, non suonava il piano…e non è stato disegnato dalla magica penna di Baricco…non è rimasto fermo su una passerella, la prima volta che avrebbe potuto toccare terra, spaventato dalla grandezza del mondo che gli si spianava di fronte agli occhi…per poi tornare indietro…la sua vita non è una leggenda…è storia vera quella di Giuseppe! Giuseppe Girolamo…da Alberobello! Ragazzo alto, capelli lunghi e neri, barbetta incolta come i musicisti veri…occhi che sembrano sapere già tutto…della stessa profondità e sostanza di quel mare che ha scelto come elemento naturale…pur non sapendo nuotare…perché non serve saper nuotare quando puoi sempre camminare sul fondo! Basta trattenere il fiato! Trattenerlo fino a regalarlo agli altri…fino a morire! O a vivere per sempre…il verdetto è sempre scritto dagli uomini…sono sempre i posteri a fare la grandezza di un uomo, di un gesto…di un abbraccio…di un sorriso…di un addio! È’ una grande responsabilità!!!

Giuseppe era sulla Costa Concordia. Teneva il tempo di marcia dei motori e dei “passanti” con la sua batteria! Avrebbe preferito il “basso” ma era troppo “alto” per suonarlo nella band con la quale allietava le settimane vacanziere di tante anime “galleggianti”. Era al suo posto, sul suo seggiolino, con la scaletta della serata della Dee Dee Smith band scritta su un foglio poggiato a terra e nascosto dal suo piccolo vaporetto in legno e pellami sintetici con cui raccontava, a suo modo, la storia della musica! Faceva freddo la sera del 13 gennaio del 2012! Ma era una giornata di festa! Così festosa che chi avrebbe dovuto pensare a tracciare rotte sicure con sestanti e strumenti di bordo era intento a ballare il valzer nella sua cabina in dolce compagnia. Non è in queste righe che troverete accuse o maledizioni! Nessuno è così unghia di Dio da poter giudicare! Io voglio parlare solo di Giuseppe! Io! Aspirante musicista e cantastorie, voglio parlare solo di musica! Perché per me è musica un gesto partorito dal cuore! Istinto si ma…riflesso…perché quando a trent’anni circa hai tutta una vita davanti ancora da vivere e scegli di barattarla con quella di tre piccoli gemelli che profumano ancora di fiori e latte e biscotti, vuol dire che hai scelto di farlo senza pentimento! Una nave che affonda ti da sempre il tempo di pensare…per quanto ti possa assalire il panico nel correre per metterti in salvo c’è sempre il tempo per vedere la tua vita scorrerti davanti! 

E chissà cosa vide Giuseppe in quegli attimi! Il suo sorriso e il ricordo dei compagni di bordo sono testimonianza di gioia perenne. Ma non importa neanche questo! Perché come in una giocata di Maradona, una pennellata di Dali’…in una rosa di Atacama…conta sempre e solo il gesto! E resta il “per sempre”…

E allora dai il “quattro” Giuse’…facciamo “Boys dont cry dei Cure”…

Nessun pianga dunque…solo un sorriso…bello come il tuo…a ricordarti “per sempre”. 

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